Caprona Rocca della Verruca Montemagno

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Sono sincero, questi luoghi catturano sempre il mio immaginario, siamo davanti alla testimonianza storica di quello che fu un contesto memorabile animato da irruenti scontri, violente guerre secolari, assedi decennali, oggi oramai ruderi silenziosi in pietra, in preda ai soliti vandali di passaggio, ci trasmettano forti vibrazioni è la forza di questa imponente struttura e del comprensorio sottostante.

Seguendo i dogmi di questa società, che ci proietta sempre di più nella superficialità, e nella decadenza del consumismo a tutti costi, rimane sempre di più basilare per il benessere intellettuale… dedicarsi a una pausa, fermasi per riflettere, è un sentimento fondamentale, specialmente poi in questo cotesto moderno animato dalla confusione intellettuale.

Cosicché è indispensabile per il benessere dell’individuo quello di “spendere” un po del nostro tempo, nella meditazione e magari nel camminare.

Tutto questo argomentare stuzzica sempre di più la mia voglia di ricerca, nella frenesia di documentare per testimoniare, allora quale migliore occasione quella di rituffarmi in queste emozioni, cosicché questo fine settimana abbiamo preso l’attrezzatura e con Marco abbiamo ripercorso il tracciato, indovinando poi una bellissima giornata, di sole e tramontana, sabato 17/12/2011, siamo arrivati a caprona e camminando lentamente tra una discussione e l’altra abbiamo raggiunto la Fortezza, ecco  il grafico aggiornato del percorso…

 

Siamo giunti all’entrata della Fortezza dopo un passaggio boschivo fatto di scalini scavati nella roccia, tutto intorno è pietra, interi ed enormi lastre di verruca tagliate e gettate una

sopra l’altra, costituiscano le fondamenta di questo castello.

Strategicamente collocata sulla sommità dell’omonimo colle a 526 mt s.l.m., la fortezza della verruca era già un sito militare nel 780 d.c., dalla sua posizione dominava tutta la valle dell’Arno a 360°, grazie ad un sistema a rete di torri vedette, teneva sotto controllo un vastissimo territorio, comunicando tra loro per mezzo di una di segnali visivi come fumo, bandiere, ed altri stratagemmi codificati.

Oggi la visuale è perfetta, davanti a noi si apre come in un’immensa terrazza nel vuoto un panorama sconfinato, si intravedono le apuane, tutta la costa, è cosi nitido che si distinguono le isole dell’arcipelago, la Gorgona, la Capraia, l’Elba, guardando bene è visibile il colle di Volterra, San Miniato si scorge anche in lontananza il profilo di Montelupo Fiorentino.

Con questa visuale se durante gli assedi, un esercito si fosse avvicinato rimaneva percettibile fino a molti chilometri di distanza, nel fantasticare sembra quasi di percepire la frenesia e il nervosismo che aleggiava tra quelle mura mentre, nelle valle sottostante si allineavano le truppe Fiorentine per l’attacco alla fortezza.

Indubbiamente questi che oramai sono rimasti dei ruderi di pietra, durate i secoli, giorno dopo giorno hanno visto l’evolversi della storia degli abitanti di questo distretto militare, numerose vite legate dallo stesso destino, dalla cruda realtà quotidiana che animava queste cruente battaglie, delle vite perse sotto il tamburo delle guerre di questo  valoroso avamposto della resistenza pisana, obbiettivo era difendere il territorio.

Questa Rocca si è formata nei secoli fino a divinire una fortezza inespugnabile, testimone di sanguinose battaglie finché nel 1402 Pisa fu comprata dai Fiorentini e cadde anche questo ultimo baluardo, nel 1503 Pisa insorse contro Firenze riprendendosi la Fortezza, per poi piegarsi nuovamente a Firenze dopo sei anni di scontri ed epiche battaglie.

Purtroppo all’interno assistiamo sempre alla solita insensibilità del vandalo di turno, che nella sua convinzione di svelarci chissà quale massima della vita, ci consegna invece questo inutile sfregio su un monumento storico, su questi resti che dovrebbero esser il vanto delle nostre origini.

Molto interessanti sono gli accesi presenti nella rocca, che permettono di investigare in quello che rimane del sistema di sotterranei, sono visibili tre imbocchi che dalla quota di campagna, portano per mezzo di scale in pietra ai livelli sotterranei, aprendosi ad alcune isolate stanze a botte.

L’aspetto che ci intriga maggiormente, è che se notiamo bene dal calpestio in uno degli ambienti più grandi, più esattamente in quello ubicato nella scala posta in direzione del mastio di nord-ovest, si scorge l’altro vano situato ad un livello ancor più inferiore, bisogna inginocchiarsi ma si nota bene in quanto illuminato da un’apertura esterna.

Non è accessibile, per via che la zona è parzialmente crollata, comunque ci fa ben percepire che nella fortezza è presente un sistema di corridoi, stanze e cunicoli chissà con quali segreti celati.

e..Si! effettivamente rimane il dispiacere che questi luoghi, non vengano mai! valorizzati, indagati per mezzo di scavi, rimessi in sicurezza per visite, sono convinto del loro potenziale di grande interesse di forte richiamo per il turismo.

Gioverebbero enormemente all’economia locale… purtroppo invece assistiamo sempre alla solita sorte, siti archeologici che invece di essere salvaguardati e conservati, in quanto testimonianza della tradizione della nostra storia medioevale, rimangono solo dei luoghi abbandonati lasciati all’incuria e al vandalismo.

Adesso continuando si prosegue in direzione di Montemagno, qui fotografato dalla fortezza…

segue…

Il percorso ci riconduce al sentiero principale, quello che da caprona ci ha portato fino alla Fortezza della Verruca, continuando arriviamo ad una crocevia, il tracciato ci porta da adesso a scendere verso il paese i Montemagno, ma se ci fermiamo per un momento non è male soffermarsi ai resti del Monastero di San Michele detto della Verucca…..

 Thumbnail image Carlo Picchietti

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