Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione

Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzioneSono passati già diversi mesi dal mio pellegrinaggio devozionale lungo il Cammino di Santa Giulia, un itinerario che mi ha visto impegnato 15 giorni, nel periodo di settembre di un anno il 2011, caratterizzato da molteplici cambiamenti personali.

Una promessa e un obbiettivo in cui mi sono concentrato con tutte le mie forze, tralasciando completamente qualsiasi altra distrazione provenisse da debolezze mentali e fisiche, la determinazione è stata alla base di questa esperienza, alimentata dalla forza spirituale che come una nitida fonte di luce, ha guidato questa grande impresa.

E’ stata un’esperienza unica e non di facile interpretazione, una volontà che continua ad oggi, proseguendo nel descrivere tutti i miei pensieri, con il desiderio di trasmettere una testimonianza, di questo importante momento spirituale della mia esistenza.

Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione


I pensieri e i sentimenti che si sono alternati durante questo periodo, dove lo sviluppo del tracciato è stato caratterizzato dal quotidiano contatto con la strada, con le accoglienze lungo l’itinerario del Cammino, i sapori e l’intensità dei luoghi.

Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzioneSanta Giulia, patrona della città di Livorno è un cammino, un progetto che da subito si è concretizzato in una determinazione di viaggio, l’intento è quello di ripercorrere l’ipotetica strada interessata dal transito dei resti terreni della Santa, martire a Nonza in Corsica nella meta del 400 d.c., che per volontà di Re Desiderio, nel 763 d.c. circa, dovevano essere custoditi all’interno del Monastero longobardo in Brescia.

Per ordine del Duca longobardo, fondatore del complesso conventuale di San Salvatore, furono così trasportate le sacralità per mare dall’isola di Gorgona, dove erano conservate, approdando al Portus Pisanus (Pisa), proseguirono fino a Lucca, sicuramente passando dal “sinus arnensis” nei pressi di Caprona (PI), valicarono la dorsale Appenninica e attraversando la Pianura Padana, giunsero nella città Lombarda di Brescia, questo secoli dopo rispetto agli avvenimenti del martirio che ne consacrano la devota donna.

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Su questi presupposti si basa l’idea del pellegrinaggio, rileggere quindi le antiche orme del passato, arrivate a noi per mezzo delle leggende, delle collocazione delle chiese e degli antichi edifici devozionali sparsi nei territori testimoni del passaggio del convoglio longobardo, ricoveri nei secoli di pellegrini e viandanti.

Reinterpretare quindi questi segnali dal passato di un ipotetico percorso transitato lungo le vie di comunicazioni medioevali, per ricomporli sul moderno sistema viario.

Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione
Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzioneQui nasce un dilemma di non facile decodificazione, il problema scaturisce dal fatto che l’antico sistema viario di comunicazione utilizzato in epoca longobarda, è oramai quasi del tutto inglobato dalle attuali vie di comunicazioni, statali, provinciali e via discorrendo, rimane quindi del tutto legittimo pensare che questi tracciati non rispecchiano più quello che concilia ad un moderno pellegrino, cioè la ricerca del silenzio e il contatto con la natura, alla ricerca del viaggio meditativo, spirituale ed intellettuale.
Inoltre percorrere a piedi queste strade ad oggi si concretizza in un vero e proprio pericolo personale, in quanto per la maggior parte queste vie di comunicazione, mancano banchine od aree transitabili per perdoni.

Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione
La problematica delle viabilità l’ho vissuta in prima persona, durante questo cammino, infatti ho riscontrato che il percorso è caratterizzato da più del 80% di strade asfaltate, interessate da un notevole volume di traffico.

Allora qui siamo arrivati al punto nodale della discussione, nel senso che è meglio rispecchiare il più possibile la trama storica della rievocazione, quindi per suo nome sacrificare tutto il resto, o riadattare tutto lo scenario modellandolo su strade alternative, utilizzando dei sistemi di sentieri che non hanno, un attitudine storica specifica almeno per la trama di questo pellegrinaggio, ma permettono di arrivare a destinazione con la serenità di condurre un viaggio veramente meditativo?.
Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione
Be a monte della mia esperienza in riguardo non ho dubbi, è meglio variare il percorso nel nome della tranquillità e del cotesto naturalistico e lasciare la caratteristica storica solo per alcune tappe fondamentali del tracciato.Anche se ad un primo rintocco di campana questa scelta potrebbe suonare come un sacrilegio, è altrettanto vero che non abbiamo una percezione concreta del passaggio delle reliquie, se non su supposizioni storiche.

Fatto sì che, rimangono dei punti cardinali inderogabili, dove sono tangibili le prove del passaggio, quali le chiese devote alla Santa Cartaginese, ubicate in Caprona PI, Lucca ed ovviamente a Brescia meta del viaggio, rimane per lo più indubbio il tracciato del valico Appenninico e ancora di più quello Padano.

Ritornando al tracciato che ho seguito nel periodo di Settembre, questa via affettivamente ripercorreCammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione quanto mai una concreta ipotesi storica, almeno per quanto riguarda i punti della Garfagnana quali Sillano, Passo Pradarena, Ligonchio, che sicuramente rispecchiano, sulla base alle collocazioni storiche degli edifici, una più probabile via Longobarda, ma è altrettanto vero che, come riportato su un testo di Renato Stopani, (leggi in fondo all’articolo), spiega dettagliatamente che la Garfagnana aveva un complesso sistema viario, caratterizzato da una molteplicità di percorsi alternativi.

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Quindi a questo punto è quantomeno necessario, rielaborare il pellegrinaggio e sulla base dell’esperienza trascorsa, correggere o variare quei tratti di percorso, che oramai non si conciliano più con la prerogativa del camminare per meditare,Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione

dando la prevalenza invece ai sentieri naturalistici, che più si conciliano ad un vero e proprio raccoglimento spirituale, anche se non propri del contesto storico.
Cosicché il pellegrino, in armonia con il paesaggio circostante, non abbia al contrario il peso dover camminare con l’attributo di essere un pedone di intralcio alla viabilità extraurbana.

Su queste basi sto rianalizzando tutto il tracciato, variando quei percorsi che secondo, quanto detto, si allontanano da questa prerogativa, per alimentare sempre di più, una propria ricerca di un vero momento meditativo della nostra esistenza.

Ho già trovato delle varianti davvero interessanti, che man mano proverò a piedi e non mancherò di illustrarvi dettagliatamente, questo per approfondire una nuova viabilità, che riproverò finalmente in un rinnovato cammino di fede.
Cammino di Santa Giulia il cammino e la sua evoluzione, Un saluto….
per approfondireLaunch PDF file.

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