Le Chiese del Cammino di Santa Giulia

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Chiesa Santa Giulia, Livorno

Chiesa di Santa Giulia in Livorno

Santa Giulia, Livorno

Iconografia della Santa Giulia

Chiesa di Santa Giulia Livorno Epoca 1602-1696

Tratto dal Sito della Diocesi di Livorno: “Il passaggio delle reliquie dal nostro territorio suscitò emozione e devozione; e in suo onore sorsero chiese ed altari, opere benefiche e di culto, tra le quali l’Arciconfraternita che porta il suo nome, ed anche istituti di educazione e opere d’arte e di cultura. Nel 1410, all’antica Pieve di S. Maria di Livorno fu aggiunto anche il nome di S. Giulia, ormai venerata come patrona del luogo, e nel 1835 confermata patrona della città e della diocesi da Papa Gregorio XVI. Elevata a città, il Vescovo di Brescia, con atto fraterno e generoso, donò a Livorno una parte delle reliquie di S. Giulia, che, ora racchiuse in un prezioso e simbolico reliquiario d’argento, sono custodite nella chiesa a lei intitolata.”

Santa Giulia, Calci, Caprona

Pieve di Santa Giulia a Caprona, Calci (PI)

Capitello, Pieve di Santa Giulia Caprona

Particolare di un Capitello della Pieve di Santa Giulia

La Pieve di Santa Giulia in Caprona (PI) Secolo XI

Antica Pieve sorta dalle vestigia della Primitiva chiesa paleocristiana, ricopre un peso importante di carattere simbolico e storico, è una meta basilare alla conclusone del primo giorno di Cammino.

Viene ipotizzato che fu proprio il passaggio delle reliquie a suscitare la devozione locale per la Santa Cartaginese, tanto da ispirarne la costruzione di una chiesa.

Il lembo di territorio circoscritto tra il Tirreno e l’Arno, tutte quelle zone limitrofe,(le attuali Navacchio, Coltano e Stagno), sono oggi terre di sedimento e frutto di bonifiche perpetuate nei secoli, ma all’epoca degli eventi, erano pressoché acquitrini, collegamenti fluviali derivanti dal delta del Fiume.

Il “Portus Pisanus” (la posizione del Porto Pisano è tutt’oggi ancora incerta), si presume che si collocasse proprio dall’unione dei delta dei Fiumi Arno e Serchio e nel tempo, a causa di un’inesorabile insabbiamento naturale, l’approdo sia gradualmente traslato, verso l’attuale scalo Labronico.

Dopo queste riflessioni storico-cartografiche pare del tutto plausibile l’ipotesi, che dopo l’approdo nello Scalo Pisano, la transizione delle Sacri resti di Giulia, siano proseguite navigando per Arno e/o per Canali affluenti, fino all’approdo al Sinus Arnensis di Caprona nei pressi dell’attuale Uliveto…

Alla Luce del giorno, al di la di queste teorie, rimane il fatto certo della presenza di un’importantissima testimonianza Storica, materializzata da questa meravigliosa Pieve Romanica in Pietra di Verruca, che nonostante i suoi ampliamenti e rimaneggiamenti, realizzati nei secoli, ci fa riassaporare inesorabilmente i tempi degli avvenimenti.

Lucca, Santa Giulia

Chiesa di Santa Giulia in Lucca

Chiesa Alto-medioevale dalle origini sconosciute, più remote rispetto alla datazione

Santa Giulia Lucca, Lucca Chiesa di Santa Giulia

Particolare di Scultura Ornamentale raffigurante una Donna (Santa Giulia?)

ufficiale del X Secolo

Si conferma, quale fulcro del “culto” di Santa Giulia è la chiesa simbolo, fulcro del Cammino, e non poteva che essere così! Lucca fu la metropoli Longobarda Alto Medioevale, è qui che sicuramente ebbe inizio la devozione per la Santa, è da qui, che Re Desiderio cominciò ad avvicinarsi ed affascinarsi, al mito leggendario della serva di origini Cartaginesi, martire in Nonza di Corsica.

Il ritrovamento del tutto causale, durante dei lavori stradali, di una Tomba di un’alto generale Longobardo, denominato il “VIR MAGNIFICUS”, avvenuto alla fine del 1800 in fronte alla chiesa, ne esaltano e ne testimoniano la notevole importanza, un piccolo ed umile edificio sacro, che ha suscitato, durante l’era longobarda, una forte presenza nel territorio Toscano.

Bagni di Lucca, Pieve di Monti di Villa, Santa Giulia

Pieve di Santa Giulia in Pieve di Monti di Villa, Bagni di Lucca (LU)

La Pieve di Santa Giulia, definita in “Controne” nel 772, da cui dipendono i nuclei insediativi della porzione occidentale della valle del Lima, è la diretta “progenitrice” della pieve di San Giovanni Battista di Villa Terenziana, che assume questo nuovo nome nell’XI secolo, e da cui nel XIII secolo dipendevano le chiese subiectae di Tereglio, Monti di Villa, Bugliano, Granaiola, Messano e Lugliano oltre all’ospedale di San regolo di Cabbi.

Caposaldo del C.S.Giulia, posta nello storico paese, sottolinea la forte presenza Longobarda di questi luoghi, borghi dal sapore e dall’architettura alto-medioevale, arroccati sulle pendici della Valle del Lima.

Il territorio della Val di Lima costituiva in età longobarda e carolingia uno dei tre distretti amministrativi in cui era suddivisa la montagna lucchese ed era denominato “Fines Contronenses”.

Le “fines”  erano delle circoscrizioni territoriali, così come venivano riportate nei documenti presenti nel Archivio Arcivescovile di Lucca, il nome era associato al castello di pertinenza ad una pieve, che ne costituiva il centro amministrativo.

Pieve di Santa Giulia Monchio, Monte Santa Giulia, Parco della Resistenza

Pieve di Santa Giulia sul Monte Santa Giulia – Palagamo Monchio MO

SANTA GIULIA NEI MONTI, la Pieve di Santa Giulia sul Monte di Santa Giulia Palagamo, Monchio, Mo. Qui troviamo la Reliquia della Santa:Tratto dalla narrazione di Don Luigi Braglia:«I torrenti Dragone, Dolo e Rossenna, affluendo insieme nel fiume la Secchia alla Volta di Saltino, formano l’isolotto di Santa Giulia.Una catena di piccole montagne ne delinea la spina dorsale di cui i punti più elevati

sono il Cantiere, il monte di San Martino Vallata e Santa Giulia.Il colle di Santa Giulia, che si eleva a 935 metri sul livello del mare, domina dunque le vallate dei tre torrenti: Dragone, Dolo, Rossenna e del fiume Secchia, e ivi, per volere della Contessa Matilde, per altre vicende assai famosa, fu edificata fin dal 1100 la piccola chiesa di Santa Giulia: capolavoro di arte romanica basilicale, con tre absidi in pietra squadrata, con capitelli di raro valore e le travature scoperte. Questa chiesa, nel secolo XII, fu eretta in Pieve»

La Pieve, che sovrasta il monte omonimo, non casualmente si trova in questi luoghi, non solo lungo l’antica arteria Romana della Via Bibulca, ma ipotizzando intorno alla grande potenza spirituale di queste zone…

infatti, già da tempi ben più lontani…

Durante la seconda guerra mondiale, nel Marzo del 1944, la Pieve fu bersaglio dell’artiglieria Tedesca, posta dirimpetto sul Monte Fiorino, asserragliò la struttura fino a distruggerla.

Successivamente, nel Gennaio del 1945, considerato che nelle sue rovine, la resistenza Partigiana stoccava delle munizioni, un’ulteriore attacco ne fece saltare i pochi resti, tanto che solo la statua di Santa Giulia, rimase miracolosamente intatta.

I lavori di ricostruzione, nel 1951, portarono alla luce una spada risalente all’età del bronzo, oltre a numerosi detriti di vasellame, i risultati degli scavi hanno così permesso di stabilire, che la spada era utilizzata per attività di culto delle popolazioni preistoriche.

Quindi queste zone, così sacre già dall’età del bronzo, durate i secoli sicuramente, avranno suscitato, nella popolazione locale, una venerazione tramandata nelle generazioni, tanto che, con il tempo si sarebbe poi plasmata, verso i riti pagani portati dai Romani.

Cosa avrebbe suscitato, il passaggio delle Reliquie di una Santa Cristiana, in questi località pagane?… si sarebbe trasformata in un occasione d’oro!… un’iniziativa ideale per convertire, la gente locale al Cattolicesimo, fondando una Chiesa a devozione di Santa Giulia, un evento così importante, tanto da denominarne addirittura, il monte a sua memoria.

Una reliquia della Santa è momentaneamente custodita, nella Chiesa Parrocchiale di Monchio, questo a causa di problemi strutturali, della Pieve ricostruita, avvenuti dopo l’ultimo sisma del 2012.

Migliarina, Santa Giulia in Migliarina

Chiesa di Santa Giulia in Migliarina Carpi (MO)

Chiesa di Santa Giulia in Migliarina anno 772 

Altro importante baluardo storico, lungo il Cammino di Santa Giulia, oggi purtroppo è inagibile, a causa Terremoto che ha colpito queste zone nel 2012. Si trovava qui già nell’Alto-medioevo come testimoniato da vari documenti, tra i quali due diplomi longobardi del 772.

Patrimonio del monastero di San Salvatore e di Santa Giulia di Brescia (nel X secolo), fondato nel 753 da Ansa, moglie di Re Desiderio, ultimo re Longobardo. Ampliata e restaurata nel 1680, ha subito diverse modifiche rispetto alla pianta originaria.

Brescia, Santa Giulia

Antica Chiesa di santa Giulia in Brescia

 Chiesa di Santa Giulia in Brescia (1593 – 1599)

Le reliquie di Santa Giulia, trovarono la prima sistemazione nella Chiesa di San Salvatore, presso il monastero delle monache Benedettine, fondato per volontà della Regina Ansa, consacrata da Papa Paolo I e da suo marito, l’ultimo Re Longobardo Desiderio.

Alla fine del 1500, fu poi costruita una Chiesa a devozione di Santa Giulia, (adesso sede museale), dove furono collocate così sotto l’altare maggiore.

Nel primo periodo del 1600, con la soppressione del Monastero nel 1797, le reliquie, furono inizialmente spostate nella Chiesa di San Pietro in Oliveto, ed in seguito, nella chiesa del Corpo di Cristo annessa al Seminario Diocesano.

Nel 1957 passarono dal nuovo Seminario di Brescia alla Chiesa Parrocchiale del Villaggio Prealpino in Brescia.

Brescia, Chiesa di Santa Giulia

Nuova Chiesa di Santa Giulia in Brescia, Villagio Pre-Alpino (BS)

Parrocchia di Santa Giulia Villaggio Prealpino Brescia  (1959)

Fondata insieme al quartiere denominato villaggio prealpino sotto il ministero sacerdotale di Don Nicola Pietro Giovanna, ospita dal 1969 i Sacri Resti di Santa Giulia, che trovato una stabile collocazione, posti in una teca in vetro, sarcofago, sistemato nell’altare Maggiore.

 

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