Cammino di Santa Giulia: L’interminabile linea bianca.

                                              

Sulle mie impressioni sul camminino di santa giulia….

 

Il camminare come un procedere lento, un succedersi di passi alternati, silenziosi e cadenzati dal colpo dei bastoncini che rintoccando sulla strada, sul terreno, sulla roccia come un metronomo ritmano, il viaggio inducendo il corpo verso la meta.

Una destinazione che nella sua totalità è smisuratamente lontana, preoccupazione inutile, tanto che la mente da subito la rimuove, focalizzandosi solamente su altri pensieri, influenzati anche dagli scenari che man mano si mostrano lungo il viaggio.

Con questo graduale procedere tutto viene rallentato e avvolto, le riflessioni si fanno a volte semplici a volte articolate, maturandosi in alchimie solitarie e personali, distogliendo così l’attenzione dalla fatica o da qualsiasi insofferenza che sorga.

Il viaggio quindi non viene più avvertito come una mera trasposizione da un punto all’altro  dal luogo di partenza al quello di arrivo ma bensì, come da una serie di frazioni, traguardi giornalieri che progressivamente arricchiscano l’idea iniziale del pellegrinaggio, emozioni e sensazioni che come in muro di mattoni aderiscono l’una sull’altra rafforzando sempre di più  la volontà di proseguire, avanti verso l’arrivo.

 

 

 

 

Il trasferimento da una destinazione all’altra, chilometri che normalmente sono ordinarie distanze, tratti a cui quotidianamente noi facciamo fronte senza particolari apprensioni trasportati dai nostri veicoli, a piedi si trasformano in cammini impegnativi, duraturi percorsi che protendono le prospettive verso l’orizzonte, ma che ogni modo sanno donarti sensazioni incomparabili, piene di plauso quando e soprattutto all’arrivo, la sera, con vanto esausto il corpo si riposa dalla fatiche giornaliere.

Su questo sottofondo di sentimenti e si è sviluppato il cammino di Santa Giulia, un progetto nato e studiato con una progressiva energia, ma una volta intrapreso da subito a mostrato la sua faccia, mettendo alla prova tutta la volontà e la tenacia accumulata nella pianificazione.

Determinazione di un grande desiderio di fede, che mano a mano si è plasmato sotto i chilometri, mutandosi sempre di più in continua metamorfosi, da un’accoglienza religiosa all’altra, caratterizzando così il tragitto e regalando esperienze, sapori, ricordi ineguagliabili.

Forse è proprio questo il sunto del pellegrinare, sta in queste mie prime riflessioni, non è quanti chilometri uno abbia totalizzato per arrivare a destinazione che ne caratterizzano il viaggio, ma bensì è proprio l’insieme delle esperienze vissute, diversificati momenti del viaggio, che come un dedalo di emozioni permettono di viverlo in pieno collocandolo così come un grande momento della vita, dove oltre a mettersi alla prova con la propria fede, la determinazione, si concretizza un grande periodo di meditazione personale.


In queste pagine proverò a rivivere con voi tutti i momenti del Cammino, dalla pianificazione iniziale fino con la conclusione, per decifrarne il messaggio sull’importanza di vivere il nostro tempo, sempre alla ricerca della proprio equilibrio mentale e fisico.

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