Dalla piana del Bientina al Monte Serra

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Utilizzato per l’allenamento al Cammino di Santa Giulia, il tracciato che ne è anche parte integrante della Tappa n.2, nel suo insieme risulta una preparazione molto dura e persistente, giusta a chi ha già una buona preparazione atletica.

 

 


La una partenza è docile, leggera, e poetica, in considerazione che attraversa la piana del Bientina, nel Parco del WWF costeggiando il Lago del Pollino, per poi passare da S.Andrea di Compito il Paese delle Camelie, salendo piano piano per mezzo di una lieve altimetria, per poi scoppiare letteralmente nella salita da “occhio della tigre” verso il Monte Serra, con un dislivello di quasi 700 mt, da una quota di inizio salitina da +135, fino +800 di scollinamento!.

In questo tratto si deve tirare fuori tutta la concentrazione massima, per non soccombere nella fatica, “testa bassa e camminare”, la salita è caratterizzata da un tratto di strada asfaltato poco trafficato, tornanti a gomito e strappi con salti altimetrici quasi da capogiro.

Una Volta raggiunta la cima, si lascia la strada e si costeggia la vetta attraverso sentieri segnati, naturalistici e panoramici, e così via fino all’arrivo battendo un dedalo di percorsi boschivi ripidi e a volte molto sassosi.

L’immersione naturalistica è garantita al massimo, in quanto la parte finale costeggia un crinale per poi scendere repentinamente fino al punto di arrivo.

Qui l’attenzione deve essere massima per non cadere attenzione, vista la stanchezza a questo punto del tracciato, alle storte od a scivoloni dissacranti.

L’impressione che si avverte dopo il valico del monte nella parte conclusiva, è che il percorso non termini più, per questo che l’ho definito persistente, sicuramente perché il fisico ha già dato nella salita esplosiva lasciata alle spalle e la discesa, che sembra breve e sbrigativa, in realtà ti lavora sorniona ai glutei senza tregua, la muscolatura è integralmente sollecitata, prima dalla salita nella parte frontale e poi nella discesa nella parte posteriore.

Nel suo complesso è veramente un percorso deflagrante in quanto, nella parte finale ci preserva tutti i suoi aspetti altimetrici peggiori, ma proprio per questo a mio consiglio lo ritengo un gran bel tracciato in quanto, lungo il suo sviluppo, ci svela tanti paesaggi possibili, dalla pianura soleggiata e piatta, alla collina, alla brezza di montagna con i suoi boschi che variano dai Castagni e Felci fino ai Pini per arrivare agli Ulivi.

Si proprio una grande avventura da godersela al pieno, in una giornata visto che il percorso a una durata media di 7 ore.

Buon Divertimento!

 Thumbnail image Carlo Picchietti

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