Cammino di Santa Giulia: L’interminabile linea bianca.

                                              

Sulle mie impressioni sul camminino di santa giulia….

 

Il camminare come un procedere lento, un succedersi di passi alternati, silenziosi e cadenzati dal colpo dei bastoncini che rintoccando sulla strada, sul terreno, sulla roccia come un metronomo ritmano, il viaggio inducendo il corpo verso la meta.

Una destinazione che nella sua totalità è smisuratamente lontana, preoccupazione inutile, tanto che la mente da subito la rimuove, focalizzandosi solamente su altri pensieri, influenzati anche dagli scenari che man mano si mostrano lungo il viaggio.

Con questo graduale procedere tutto viene rallentato e avvolto, le riflessioni si fanno a volte semplici a volte articolate, maturandosi in alchimie solitarie e personali, distogliendo così l’attenzione dalla fatica o da qualsiasi insofferenza che sorga.

Il viaggio quindi non viene più avvertito come una mera trasposizione da un punto all’altro  dal luogo di partenza al quello di arrivo ma bensì, come da una serie di frazioni, traguardi giornalieri che progressivamente arricchiscano l’idea iniziale del pellegrinaggio, emozioni e sensazioni che come in muro di mattoni aderiscono l’una sull’altra rafforzando sempre di più  la volontà di proseguire, avanti verso l’arrivo.

 

 

 

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