Toscana oggi – La Settimana di Livorno – 03/06/2012

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Intervista a Carlo Picchietti

di Giulia Sarti

In questi giorni in cui abbiamo festeggiato Santa Giulia, siamo andati a trovare un pellegrino che ha deciso di ripercorrere, dopo l’esperienza dello scorso anno, ancora una volta il cammino della Santa a piedi, fino a Brescia

Avevamo parlato con Carlo Picchietti circa un anno fa, quando ci aveva raccontato di come avesse riscoperto il “cammino di Santa Giulia”, un pellegrinaggio che da Livorno arriva fino a Brescia, città che custodisce le spoglie della nostra patrona.

Carlo è partito, e al suo ritorno lo scorso settembre era già deciso a partire di nuovo. Gli abbiamo chiesto i motivi.

Quando hai parlato con noi prima di iniziare il tuo viaggio, ci avevi detto che partivi per cercare la tranquillità. L’hai trovata?

«Direi che il cammino è stato in realtà l’inizio di un percorso che ho scoperto essere quello adatto a me per trovarla. Mi sono accorto che il silenzio della natura, è la strada giusta per trovare quello interiore e riallineare il mio equilibrio che era stato modificato negli anni dalla mia voglia di cambiare».

Come è iniziato il viaggio?

«Il 2 settembre, il giorno prima di partire, Don Cornelio durante la messa mi ha benedetto con la benedizione del pellegrino. Il 3 sono partito ed è iniziato il viaggio tra strade, sentieri, momenti faticosi e momenti fantastici».

L’arrivo a Brescia: come ti sei sentito?

«Non posso dire di non essermi sentito pieno di felicità, ma mi sono accorto che quello che avevo imparato dal cammino era che la meta è l’ultima cosa, tutto quello che ci sta prima, il viaggio per arrivarci è il vero obiettivo, la vera crescita».

Che cosa ti ha lasciato il viaggio?

«Ogni persona che ho incontrato e che mi ha accolto, mi ha lasciato una perla di spiritualità diversa che mi ha suggerito un messaggio. C’è stato il parroco con cui ho parlato di fède, quello con cui ho pregato e adorato il Signore, ma anche quello di montagna che mi ha suggerito una strada migliore per la prossima volta».

Cosa ti è mancata?

«Avrei partecipato volentieri a qualche messa in più. Arrivando nei conventi e chiese la sera, la messa in genere era già stata celebrata. Però camminando ho parlato molto con Dio. Dal punto di vista pratico invece c’erano troppe strade trafficate e un po’ pericolose per un pedone».

C’è stato un momento un cui hai detto “torno a casa”?

«Non proprio. Anzi mi sono scoperto con una forza di volontà molto più forte di quella che pensassi. Ci sono stati dei momenti in cui la stanchezza diventava veramente tanta, ma dopo una pausa di rilassamento la voglia di ripartire era ancora più forte. Un altro episodio che mi ha messo alla prova è quando nella Pianura Padana, ho sbagliato la sponda del canale da seguire. Circa tre ore di cammino “buttato” per ritornare sulla strada giusta, ma anche questo è stato un insegnamento di vita».

Adesso cosa ti spinge a ripartire?

«E’ come se l’arrivo di fronte alle spoglie di Santa Giulia in realtà non fosse stato che il punto di partenza, che mi ha convinto ancora di più di quanto quello che valga siano le cose spirituali e non quelle futili. E poi ritrovare quel silenzio in mezzo alla natura in cui meditare e pregare»

«Ogni persona che ho incontrato e che mi ha accolto, mi ha lasciato una perla di spiritualità diversa che mi ha suggerito un messaggio»

Sarà lo stesso percorso?

«No. Come dicevo il parroco di Collagna, una persona dalle poche parole, mi ha suggerito un percorso alternativo per evitare strade trafficate passando da Reggio Emilia invece che da Cremona. In questo modo tra l’altro il percorso si accorcerà di una sessantina di chilometri passando quasi interamente per sentieri CAI. Prevedo 15 tappe, un giorno in più rispetto allo scorso anno per evitare di avere tappe faticose concentrate nei giorni successivi e averne alcune un po’ più rilassanti magari di 10 chilometri anziché 30 giornalieri».

Totale?

«Sono circa 335 chilometri.»

Cosa rimetterai nello zaino e di cosa invece ti sei accorto di poter fare a meno?

«A un certo punto, quando si stava per spengere, mi sono accorto di aver perso il carica batterìe del cellulare. Ma questo non mi ha sconvolto più di tanto. Di quello avrei anche potuto fare a meno se non fosse stato per tranquillizzare a casa che andava tutto bene. E poi avevo troppi vestiti! Due paia di scarpe e cambi che mi avevano fatto partire con più di 20 chili sulle spalle. Uno strumento che è diventato invece mio grande amico è stato il satellitare su cui erano caricati i miei percorsi, utilissimo per orientarsi. Poi con me porterò sicuramente un libro di preghiere. Questa volta lo zaino però peserà un decimo dello scorso anno».

Al tuo ritorno hai aperto un blog. Più per te o per gli altri?

«Il blog è nato per caso una sera di fronte a una birra. L’idea è di utilizzarlo come strumento di diffusione del cammino di Santa Giulia perché sempre più persone possano conoscerlo e seguirlo, ma è anche un “luogo” in cui parlo del camminare come attività per riflettere. Secondo me, il cammino di Santa Giulia, per i luoghi che tocca, naturali e spirituali, è uno strumento veramente valido per farlo. Mi piacerebbe davvero che diventasse anche per altri un mezzo per intraprendere un viaggio di ricerca dentro se stessi e trovare la tranquillità. E poi, un modo concreto per unire due città come Brescia e Livorno che hanno così tanto amore verso Santa Giulia».

Se volete partire o dire la vostra: //ilcamminare.


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4 Replies to “Toscana oggi – La Settimana di Livorno – 03/06/2012”

  1. Gabriele

    Grande! Vai Carlo !!!

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    1. CarloCarlo Post author

      Grande è la passione che ci accomuna

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  2. sandra

    ciao carlo mi ha fatto piacere conoscerti, e’ veramente carino quello che fai. dai organizziamo come si e’ detto mercoledi’ sera, una camminata a riprafatta, vediamo cosa viene fuori. sandra

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    1. CarloCarlo Post author

      Anche a me!! certo che organizziamo! basta scegliere il giorno…

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