Toscana Oggi – La Settimana di Livorno

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L’intervista a Carlo Picchietti del 04 settembre 2011

A Piedi sulle Orme di Santa Giulia


Di Giulia Sarti

Camminando tutto si rallenta e hai più tempo per pensare a te stesso e alle cose che ti stanno intorno

Forse la metafora della vita per eccellenza, il viaggio ha da sempre qualcosa di misterioso e affascinante che attira a partire. Carlo Picchietti geometra livornese 42enne il 3 settembre partirà a piedi da Livorno per giungere attraverso il Cammino di Santa Giulia a Brescia, lì dove sono conservate le reliquie della patrona della nostra città.

Come ogni pellegrinaggio che si dica tale, vuole essere non solo uno spostamento nello spazio per raggiungere una meta, ma anche un cammino interiore per mettersi alla prova e che pone di fronte a se stessi costringendo a pensare…e forse è proprio questo che oggi si fa fatica ad affrontarlo. Un Cammino di fede ma non solo. «Se devo essere sincero -dice Carlo- la prima cosa che mi ha spinto è stata la curiosità». Sì perché dopo aver visto diversi amici cambiati una volta riscoperta la fede, e per motivi personali, grazie all’aiuto di don Cornelio, parroco di San Matteo e di don Andrea Brutto, Carlo si è riavvicinato alla Chiesa, ai salmi e alla spiritualità meditativa di Sant’Ignazio.

«Da bambino ho fatto il percorso “classico” in parrocchia, catechismo, comunione e cresima, poi mi sono allontanato». Sono passati gli anni e da pochi mesi è nata in Carlo l’idea del pellegrinaggio. «Navigando in rete ho trovato per caso il cammino di Santa Giulia che sembrava proprio adatto a me anche per un fatto di campanilismo» di sorridendo. Caso? Destino? O che la Provvidenza oramai sappia farsi spazio anche tra le righe di Google? Fatto sta che Carlo si è messo in contatto con chi il cammino lo aveva già fatto in bicicletta. E mentre parla mi fa vedere un pacco di fogli: mappe, cartine, itinerari giorno per giorno. «L’organizzazione non mi manca. Ho iniziato ad allenarmi da giugno, calibrando il percorso alle mie esigenze di pedone, evitando strade trafficate e preferendo il più possibil sentieri o vecchie strade in disuso».

379 chilometri in solitaria, una trentina al giorno alloggiando in conventi o parrocchie. «Almeno per questa prima volta ho deciso di andare da solo, ma ho già in mente di renderlo una realta più organizzata e farlo conoscere il più possibile».

L’idea, sull’esempio di Santiago, sarebbe quello di creare un cammino con punti di ospitalità che permettano il raccoglimento personale e di consegnare un attestato “a timbri” una volta raggiunta la meta. «Camminando tutto si rallenta e hai più tempo per pensare a te stesso e alle cose che ti stanno intorno». Una fuga momentanea dalla realtà quindi, che unisce in sé meditazione e riflessione, ma anche un viaggio naturalistico e culturale. Il percorso infatti si snoda in parte tra boschi e sulla “via Longobarda”, quella che si dice le spoglie della santa fecero arrivare a Brescia per volontà di re Desiderio nel 763.

Nello zaino la Bibbia, i salmi e alcune letture su Santa Giulia, oltre a cose più pratiche come il sacco a pelo, cartine e un tracciatore per non perdesi. «Porto con me il desiderio di trovare una tranquillità personale nella preghiera, un rafforzamento del mio percorso di fede e la sicurezza che tornerò a casa con tante facce nuove che mi avranno trasmesso qualcosa di forte e mi avranno cambiato e arricchito anche culturalmente».

A Brescia lo stanno già aspettando il 15 settembre prossimo con una conferenza stampa cittadina per celebrare l’arrivo. «La cosa che mi stupisce più di tutto in questi giorni è che da una cosa mia, piccola, piano piano senza che io faccia molti sforzi, stia interessando sempre più persone. È un primo passo per far conoscere questa esperienza. Al ritorno vi racconterò quelli successivi.»

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